Qui ed ora

Le vacanze estive sono il Natale del corpo e dello spirito, una festa, un riposo tanto desiderato quanto necessario dopo un anno passato a rincorrere il tempo che dispettoso scorre sempre troppo veloce. Sono la rinascita dell’anima che si riempie di caldo e luce per affrontare un nuovo inverno.

Sono al mare, sono giorni di ferie che ho aspettato in trepidante attesa facendo mille programmi che non ho rispettato. Ho messo da parte per questi giorni diverse letture, ma sto leggendo i libri che ha messo in valigia mio marito, ho preparato stoffe e comperato aghi che ho lasciato sul tavolo di casa coprendo amorevolmente il tutto con un telo, tornerò presto. Ho anche portato con me scarpette e pantaloncini che ho usato giusto giusto per un km, poi il caldo era tale che senza pensarci un secondo di più li ho messi da parte, sono in vacanza, non devo fare nulla.

La vera vacanza è riuscire a domare il verbo DOVERE, a toglierlo dalla testa e… lasciare che sia.

Dopo tre giorni sono già in una dimensione temporale alternativa, che giorno è? L’ora non ha nessuna importanza, mi perdo nelle pagine di un libro come quando ero piccola, faccio lunghe nuotate e salto nell’acqua quando un pesciolino mi assaggia una caviglia.

Il viaggio per arrivare è stato lungo e non privo di contrattempi

Una volta arrivati lo sconforto è diventato tangibile, quasi nulla di quello che doveva funzionare nella casa funzionava (e ancora non funziona!), ma al bivio tra la nascita di una rabbia sorda e la rassegnazione, mia figlia se ne è uscita con un “pensa che un giorno ci rideremo su” ed ecco apparire la terza via, che fino ad allora non avevo considerato: lascia che sia. 

Niente rabbia, nessuna rassegnazione, inviamo giornalmente sms all’intermediario dell’agenzia che si prodiga perché tutto vada a posto, ma in realtà siamo noi che ci mettiamo al posto giusto, al centro delle nostre giornate con un accordo e una sintonia che neanche un’orchestra…

E così andiamo oltre, oltre a quello che è giusto o ingiusto, oltre al bianco e nero ed entriamo come ospiti in questa terra così diversa dalla nostra che ci fa guadare un corso d’acqua dal colore sorprendente per arrivare ad una spiaggia

o attraversare lagune o paludi prima di trovare il mare

Ed è proprio nel mare la pace, il rumore dell’acqua, la bocca salata, i colori che cambiano in continuazione, ora azzurro, ora argento e vorresti per un attimo avere anche tu la stessa livrea splendente dei pesci. Dune da cui spunta vegetazione di un verde carico, intenso. E cielo, tanto cielo. Tanto che non capisci se i pensieri si perdono dilatandosi lì prima ancora che tu possa comprenderli o se diventano liquidi come l’acqua del mare cambiando continuamente forma in modo che tu non possa più riconoscerli.

La schiavitù dalle abitudini è scomparsa come per magia, il senso di disorientamento che ne deriva ha un che di piacevole, lascia che sia, come se fosse un gioco, curiosa di sapere come va a finire. Non c’è niente in sospeso e tutto è al posto giusto, uno stato di grazia che spero si manifesti anche tornati in città.

Le onde di acqua cristallina, che non smetterei mai di guardare, hanno il potere di ipnotizzare il pensiero e di portarlo nella dimensione dove la vita è al suo massimo splendore: qui ed ora

Video onde

E poi mi arriva attraverso WhatsApp una foto da chi in questi giorni sta lavorando e vive qualche chilometro lontano dalla città, la prova che il qui ed ora è possibile ovunque, se si riesce per un attimo a guardare oltre i pensieri e vedere quello che si ha intorno:

E voi mi mandereste una foto del vostro qui ed ora?