Il mio tempo

Il tempo è un’invenzione dell’uomo. E scorre diverso a seconda dello stato dell’anima. Complici i giorni di festa, è trascorso tanto tempo dall’ultimo post. Ho letto, preso una card per il cinema, sperimentato in cucina, mi sono data un obiettivo per la corsa, fatto qualche bella nuotata e chilometri con il mio cagnone. Un cane aiuta a dare al tempo un valore diverso. Il mio quattrozampe è intransigente, capisce subito se devo andare al lavoro, ma se non ho i minuti contati non riesco mai a tornare a casa quando voglio. Avrei accorciato l’uscita nei giorni freddi che hanno preceduto il Natale, ma a capo chino per ripararmi dal freddo, ho vagabondato cogliendo la bellezza del gelo

che mi ha ispirato un doppio strato di imbottitura nel quilt per il piccolo Bruno

La trapuntatura con il free motion ha reso molto bene, il doppio strato ha evidenziato il trapunto e il quilt è risultato caldo e soffice

Ed ecco “Sweet baby” in un pacchetto da mettere sotto l’albero, ho usato  i ritagli del back per il fiocco:

Ogni tanto la mia vicina si ferma per un saluto. La scorsa primavera mi raccontò di questo bimbo nato da poco, con una tale emozione che siamo finite con l’asciugarci le lacrime agli occhi. Stavo cucendo un quilt e gliene promisi uno per Bruno, in cambio le ho chiesto una foto, non ho mai incontrato questo piccolo uomo. È da riempire di baci, bello come pochi 😍!

Ci sono state giornate stupende

con albe dai colori incredibili, la potenza della luce che irrompe nella profondità del buio, spettacoli di pochi secondi da cogliere al volo (sempre grazie a Rima)

 

E anche verso sera, passeggiando nei borghi in città c’era meraviglia da riempire gli occhi

La mia macchina da cucire si è riposata, il tavolo era equamente diviso tra mia figlia e i suoi libri e mio marito con computer e fogli vari. Così ho occupato il divano con il mio ultimo quilt. Il trapunto a mano, che tanto avevo temuto, è stato perfetto per passare ore davanti al camino, godendomi la mia famiglia finalmente riunita. Rima, il mio cagnone, ha apprezzato molto, un paio di volte l’ho trovata “adagiata” sopra il sandwich di stoffa e spilli perfettamente a suo agio. Ho mantenuto il proposito, il quilt è dedicato a lei, dovrò però farle capire che è mio! Manca solo da cucire l’etichetta

ed è già finito!

 I

Da non credere…

Se si dà un diverso valore al tempo, scorre diverso. Se non si ha paura, si raggiungono mete che si pensavano impossibili. Se mi fossi fermata a pensare al tempo che avrei potuto impiegare, beh forse non l’avrei mai iniziato. E invece sono partita con una sana ignoranza e la determinazione di colmarla, motore potentissimo per raggiungere traguardi inaspettati.

Ho fatto tutto quello che non avrei dovuto fare, sono partita a trapuntare all’esterno, si dovrebbe partire dal centro. Si dovrebbe fare un imparaticcio non fare i primi punti su un quilt, però ci ho preso gusto. Guastare? E perché ? È talmente irregolare…. e cosa c’è di regolare in tutto quello che ho sotto gli occhi? Cosi tra mille domande, altrettante risposte, pensieri, tazze di the, chiacchiere con chi condivideva la stanza insieme a me, coccole a Rima che voleva stendersi sul quilt e tentativi più o meno riusciti di regolarizzare il punto, il trapunto a mano è finito e un po’ mi è dispiaciuto.

Sono finiti anche i giorni di vacanza per i pendolari della mia famiglia e le giornate sembravano non avere più colori. Passeggiando con Rima, mi sono chiesta se non fossi triste e con sorpresa ho scoperto che la giornata voleva scoprire i miei colori, quelli più riservati

Non ero triste, una composta gratitudine per tutti i momenti speciali di questi giorni è affiorata con un pudore che non conoscevo, i colori spenti e pacati non hanno portato malinconia, ma hanno permesso che affiorasse tutta la carica d’amore che mi ha nutrito l’anima in questo tempo… senza tempo.