La decisione più sensata

L’ho fatto di nuovo. Ancora una volta non ho resistito. Ho fermato scarpette e cronometro e…

Dichiaro che le mie foto non sono in alcun modo ritoccate e che l’alba di giovedì scorso era ancora più bella vista dal vivo !

Per il quilt senza copione, finirà che lo chiamerò così, ho sfogliato tutti i miei libri di free motion, guardato e riguardato tutorial e, quando ero sul punto di prendere la decisione più sensata e meno rischiosa, ho virato nel verso opposto. Mi piace sempre di più questo patchwork che mi permette azioni al limite dell’eroico!

La geometria del top chiamava una quiltatura a doppio trasporto come avevo già fatto in altri quilt. Qui sotto un esempio (prego notare la pazienza e l’altezza del mio “bambino” di cui si intravedono i piedini. Ancora un secondo e avrebbe appallottolato il quilt per gettarlo nello splendido orto di Luisa. Un po’ più in alto, no così è storto, non va bene la luce, ti spiace spostarti un attimo? Così ora per fotografarli, li appendo al filo per stendere i panni  del terrazzino della sempre generosa Luisa, il mio “bambino” al momento di collaborare sparisce….) :

Nella stessa foto ho unito fronte e retro, dove sono più visibili le onde fatte col piedino a doppio trasporto.

Seguendo i contorni dei quadrati, questo il primo quilt di una certa dimensione senza errori di quiltatura (ricordo ancora la felicità e l’orgoglio) :

O millerighe senza una distanza fissa (anche se è il quilt che mi ha fatto faticare di più, ma d’altronde quanti errori avevo fatto…) :

Ho preparato il sandwich del nuovo quilt fissandolo con gli spilli e i tappi Pinmoore (grande acquisto) di cui vi ho già raccontato  http://simpatchwork.com/tra-le-righe/

Ho infilato la macchina e i guanti per trapuntare con una certa fretta, un attimo in più e sarei caduta nella tentazione del doppio trasporto.

Difficile immaginare e fare il disegno per una quiltatura free motion che non sia il solito “meandering”, si dice così quando le linee sembrano girovagare a caso, due esempi:

Per quanto possano sembrare disegni semplici, non è poi così facile riempire un foglio senza interrompere il tratto della matita mantenendo una certa uniformità nel disegno

Ho tirato le somme:

Doppio trasporto: collaudato, resa sicura.

Free motion: mai fatto un disegno a riempimento degli spazi in un quilt così grande. Non riesco ad immaginare l’effetto di una quiltatura di questo tipo. Non riesco a riprodurre senza errori un disegno di questo genere per almeno due fogli del block notes, come farò in 240×260 cm?

Cosí ho preso la mia decisione e imboccato la strada per il viaggio più interessante: quilt senza copione con quiltatura free motion a foglie, senza copione pure loro.

E non ho nemmeno avuto paura 😜!

Corri… che è presto!

L’ influenza e la pioggia che si è trasformata in neve

hanno fermato per un po’ le mie scarpette da corsa. Tra i buoni propositi per il nuovo anno mi ero ripromessa di fare attività fisica con più regolarità. Parto sempre bene, poi basta un intoppo qualunque per fermare questa fonte di benessere. La corsa non è mai stata il mio forte e, a dirla tutta, non so se mi piace poi così tanto. È però uno degli sport più democratici che conosca: si può correre a tutte le età, a velocità variabili, all’ora che più aggrada, in qualsiasi posto. Per questo l’ho scelta, non intacca la mia libertà, posso gestirla secondo necessità e alla fine fa stare così bene!

Richiede un obiettivo, non basta la sola motivazione dello stare meglio; ci sono mille modi per star bene, molti dei quali molto più allettanti della fatica della corsa. Il mio obiettivo quest’anno è ridurre il tempo impiegato a percorrere ogni chilometro. È un’impresa epica per me, ma ho deciso di crederci e questo mi ha dato una determinazione che mi ha stupito. Per questo quando la febbre e il maltempo mi hanno dato lo stop, lo sconforto ha mostrato i muscoli, ancora una volta mi sarei fermata, ancora una volta sarei dovuta ripartire perdendo parte dei progressi raggiunti, un film visto già un milione di volte.

Le abitudini si possono instaurare ma si possono anche modificare. Occorre esserne consapevoli e essere disposti a vincere la paura di muovere passi su un terreno sconosciuto. Bisogna credere anche se nell’immediato non c’è nessuna evidenza, un atto di fede. Qualsiasi sia il motivo che vi spinge a iniziare a correre, chili in più, benessere fisico, stress, etc. non sarà sufficiente per continuare a correre se non instaurate un’abitudine. La corsa deve avere il suo spazio, vi deve mancare se non riuscite a farla, dovete soffrire un po’ anche nel non farla! Motivazione, obiettivo e determinazione sono la chiave per riuscire a portare a termine quello che ci si prefigge. E così stamattina anziché vedere gli ostacoli, ho deciso di cambiare un’altra abitudine. Ho ancora il raffreddore? Si, ma molto meno. Non riesco a dormire? Si, ma ho tempo per far dell’altro. Dovrò recuperare sei allenamenti? Si, ma non devo ripartire da zero. Volontariamente ho cercato qualcosa di positivo da affiancare a quello che la mia mente mi proponeva come unica lettura della realtà. La mia mente non è cattiva è, per sua naturale fisiologia, propensa a propormi uno scenario che già conosce, lo fa prima ancora che io possa rendermene conto. Se quando mi sveglio noto che è troppo presto, il mio cervello mi manda informazioni al riguardo e di conseguenza predispone il mio umore. È troppo presto, non hai riposato abbastanza, sarai stanca, sarà dura… sono le informazioni che ha raccolto le volte precedenti, tutte le volte che mi sono svegliata troppo presto. Sa anche che mi arrabbierò un po’ perché non riuscirò più a riaddormentarmi, mi darà tutte queste indicazioni convinta di far un buon servigio, mi darà la sua interpretazione della realtà in base a segnali a lei noti, in modo che io possa dedicare le mie energie ad altro, non ci siamo evoluti grazie anche alla capacità di gestire diverse situazioni contemporaneamente?

E così alle 5 di mattina anziché guardare sconsolata la sveglia per poi fissare il soffitto e passare in rassegna i pensieri e la giornata che mi aspettava, mi sono detta “ma che bello che ho tempo di andare a correre anche se devo andare a lavorare!”. Ecco, bisogna dirselo con una certa enfasi, alzarsi subito o quasi e infilarsi una tenuta da jogging che comprenda anche un cappellino che domi la cresta con cui mi sveglio ogni mattina. Occorre uscire appena infilate le scarpette, senza guardare il meteo o il termometro. Un solo minuto di esitazione e il vostro cervello prenderà il sopravvento annientando il buon proposito. Avete il vantaggio dell’effetto sorpresa, ma dura poco contro l’esperienza dei vostri navigati neuroni. Le scale saltellando e in un attimo sono in strada, la mia musica preferita nelle cuffie.

Corri che è presto! Che c’è tutto il tempo di farlo con calma (!), che la città è tutta tua, che dopo starai sicuramente meglio, meglio di quando stai a letto ad aspettare l’ora giusta di alzarti nella speranza di riaddormentarti. Ed è proprio così, ogni passo è un’iniezione di forza e fiducia, il miglior ricostituente che si possa desiderare. La Cittadella e il Parco Ducale non aprono prima delle 6, così rilassando consapevolmente i muscoli che si erano inconsapevolmente contratti per la temperatura non proprio mite, prendo la direzione del centro città e corro strade, vicoli e piazze che normalmente si percorrono a fatica, trafficate da pedoni, bici, moto, bus  e macchine. C’è ancora il buio della notte, la luna che splende e l’aria tersa e profumata. Incontrerò in quaranta minuti una quindicina di persone, comprese quelle alle guida di veicoli. Mi sembrerà ancora più incredibile quando un’ora dopo uscirò di nuovo col mio cagnone e troverò oltre al solito traffico una nebbia fittissima. Se provassi a convincere il mio cervello che anziché una scocciatura è un privilegio alzarsi alle 5? Ci lavorerò su…

Ho lavorato anche le mie stoffe in questi giorni, il quilt senza copione è alla fase per me più cruciale, devo decidere come quiltarlo. Ho unito i miei quadrati in gruppi di quattro

dopo ho unito i gruppi in righe

le righe fra di loro

fatto un bordo tutt’intorno e il preparato il back (retro)

Ho tirato fuori dalla libreria i miei libri di free motion

e li ho sfogliati come se fosse la prima volta, ancora una volta come ripartire da zero, un film già visto un milione di volte….