Viva Vittoria, la lana e La Doppia Elica

Ferri e uncinetto pronti? Il progetto è grande, anzi grandioso. Talmente visionario e incredibile da essere vero. Non solo, sarà utile, più che utile, fondamentale. Fondamenta che sosterranno persone, intere famiglie, la comunità.

La Doppia Elica è un’associazione nata per la prevenzione e il supporto di pazienti a rischio di mutazione genetica BRCA. Le donne portatrici di mutazioni nei geni BRCA hanno un elevato rischio di sviluppare tumori al seno e all’ovaio. Volontari, medici e professionisti si affiancano nel sostenere le donne in questo difficile percorso. Una diagnosi di tumore ha un potere dirompente nella vita di una persona. All’ improvviso sembrano non esserci più certezze, l’orizzonte è confuso, la vita si arresta come un respiro trattenuto. L’apnea non si potrà prolungare all’infinito, impagabile sarà il lavoro che potranno fare volontari e professionisti.

È possibile rinascere persone nuove. La cicatrice sarà il primo mattone con cui edificare la nuova casa, diverrà un punto di forza, l’àncora per agganciarsi al momento presente. È un percorso difficile, è necessario aiuto. La paura colpirà non soltanto il malato, ma anche i suoi cari, gli amici. Qualcuno non riuscirà a sostenerla, ci si sentirà ancora più soli.

Viva Vittoria nasce con il proposito di fare qualcosa subito per fermare la violenza sulle donne. Il primo progetto riuscirà ad aggregare tantissime donne di ogni estrazione sociale, provenienza culturale, religiosa e politica, superando i confini di un paese, di una città, della nazione stessa. “CHI DECIDE DELLA MIA VITA?” è la domanda chiave per il cambiamento, ognuno di noi ha potere sulla direzione del proprio cammino, una comunità solidale può essere di grande sostegno e fonte di vitale energia in un momento così delicato.

Si incontrano così queste due associazioni, donne che percorrono lo stesso cammino per salvare tutto quello che di bello c’è nella vita: l’amore per la vita. Perché non si spiegherebbe altrimenti l’entusiasmo, la positività, la voglia di fare, di essere concreti, di non lasciare soli.

Viva Vittoria chiederà alle donne di essere artefici. Lavorando a maglia le donne saranno artefici di un incredibile progetto, ma anche del loro destino, potranno cambiare se stesse e la società. Nel marzo del 2015 nel corso del primo progetto, verrà chiesto di confezionare a maglia o all’uncinetto un quadrato delle dimensioni di 50 cm x 50 cm. Ogni quadrato verrà unito ad altri tre per formare delle coperte da 100 cm x 100 cm che serviranno per coprire la piazza di Brescia in una variopinta installazione, le coperte saranno disposte formando un enorme DNA

Viva Vittoria Brescia

La risposta a questo progetto, anzi a questa OPERA RELAZIONALE CONDIVISA, è impressionante. Saranno realizzati circa 20.000 quadrati 50×50, talmente tanti da poter  ricoprire la piazza con tre strati sovrapposti, saranno coinvolti 26 capoluoghi di provincia, ci saranno 96 centri di raccolta in Italia, 6 punti di raccolta all’estero, parteciperanno 30 città straniere, oltre 10.000 i visitatori dell’installazione. Cinque donne hanno reso possibile tutto questo e coordinato il lavoro di volontari. Sul territorio bresciano hanno partecipato attivamente istituti scolastici di ogni ordine e grado, residenze sanitarie assistenziali, comuni e assessorati, associazioni socio-culturali, centri antiviolenza, biblioteche, cooperative sociali, centri per anziani, oratori, istituti penitenziari, associazioni artistiche, universita della terza età. Le coperte, vedute per una cifra simbolica, hanno permesso di devolvere 77 mila euro ad una casa di accoglienza per mamme e bambini.

A Parma il 10 e l’11 novembre 2018 piazza Duomo sarà ricoperta di quadrati a maglia e all’uncinetto. Viva Vittoria ha gia reso possibili diverse installazioni:

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Ida, la quilter indomita, instancabile e inaffondabile di cui vi ho accennato nel precedente post, sta dirigendo il progetto parmigiano insieme alle altre componenti de La Doppia Elica e a Viva Vittoria. Hanno raccolto già chili e chili di lana, stanno bussando con delicata fermezza a tutte le porte, sono decise a sostenere la prevenzione e a finanziare l’acquisto di materiali diagnostici. Diffondono valori, creano nuovi tessuti relazionali, in una parola fanno il tifo per la vita.

C’è bisogno di tutte noi, esperte ma anche no. Sarà attivo un centro di raccolta a Parma in via Nino Bixio,9 dove delle volontarie saranno disponibili (a luglio la mattina, a settembre tutto il giorno) a farvi vedere come si doma un gomitolo, dove potrete portare/spedire i vostri manufatti ma anche confezionarli in compagnia.

Sarà l’occasione per andare a trovare la mamma, la nonna, la vicina, la vecchia maestra, la nipotina, sarà l’occasione per chiedere alla panettiera se sa lavorare a maglia, alla postina se le piace sferruzzare, alla signora con il cane che incontrate al parco se vuole imparare a usare l’uncinetto. Insomma potrete dire addio alla vostra timidezza e per una buona causa (cosa c’è di più importante della vita?) coinvolgere più persone possibili in questo grandioso progetto. Ci si potrà trovare tra amiche ma anche tra perfette sconosciute, passare fili di lana colorata tra le dita una accanto all’altra, avrà un effetto terapeutico incredibile, sarà balsamo per l’anima.

Parlatene, diffondete il link di questo post ( Viva Vittoria e La Doppia Elica ), sostenete La Doppia Elica in questo progetto che al solo pensiero fa nascere un sorriso, ma ve la immaginate piazza Duomo coperta di milioni di punti a maglia e all’uncinetto in un arcobaleno di colori? Scalda il cuore solo ad immaginarlo…

Viva Vittoria La Doppia Elica

Viva Vittoria La Doppia Elica

Infine grazie, grazie davvero a chi crede e rende tutto questo possibile, a chi permette ad una persona in difficoltà di potersi fermare, in un ambito protetto potersi chiedere “CHI DECIDE DELLA MIA VITA?”e poter raccogliere le forze necessarie per prendere in mano il timone e dirigersi avanti con fiducia.

 

Diritto alla privacy e… tirate fuori la lana!

Breve riassunto: un’amica manda su Whatsapp la foto di un quilt che ha magistralmente confezionato per un’amica. Il quilt è bellissimo, la quilter voleva che lo fosse ancor di più e indica per il suo manufatto un nome decisamente penalizzante. Non posso accettarlo. Breve risposta Whatsapp e, visto che mi ero ripromessa di andare a letto prima per sfruttare al meglio le giornate, un secondo prima di spegnere la luce prendo il tablet e inizio a scrivere. È stato il mio tormento per tanto tempo l’idea di non riuscire a fare niente alla perfezione, non riesco a resistere, ora che ho trovato la via d’uscita mi sembra di doverla indicare a tutti. Spegnerò la luce e il tablet all’una, ma sono felice. Ho detto quello che dovevo dire Perfetto! e ho dimostrato a me stessa ancora una volta che non sono perfetta (sigh!).

Sono stata attenta però a rispettare le basilari regole della privacy, niente nomi, niente foto senza liberatoria. Poi partono i commenti. Ma li leggete? Valgono da soli l’intero blog. Non sono ancora riuscita (confesso però di essermi applicata poco) a renderli visibili senza che ci dobbiate cliccare in cima, sono a sinistra in alto:

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La terribile Patti svela l’autrice del quilt ( Francesca! ), l’amica dice di chiamarsi Enrica e mi manda la foto del quilt già al suo posto sul muro della camera da letto. Non sono quindi perseguibile ai termini di legge, il quilt le appartiene e la foto l’ha inviata perché la pubblicassi entro sera. Mantengo quindi la parola:

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…con buona pace di Francesca.

Dovete tirare fuori la lana che avete in casa, ferri e/o uncinetto indifferente. C’è bisogno di tutte noi. Bene se siete un po’ esperte, benissimo se no lo siete, sarà una grandissima occasione per imparare e partecipare ad un evento straordinario. Un’altra quilter, un’anima indomita, instancabile e inaffondabile, una che sono certa all’occorrenza potrebbe domare un leone, si è detta un giorno una cosa del tipo “ ma intanto che penso, non varrà la pena di pensare in grande?”. E così ha fatto, dando origine a un progetto emozionante e davvero sensazionale. Succede quando si mette all’angolo la paura anche per un secondo, il tempo di credere che un sogno si possa avverare, si aprono porte che mai si era immaginato… ma adesso devo andare a fare la cena, ve lo racconto la prossima volta 😘

Grazie a tutte, siete incredibili!

 

 

Perfetto!

Oggi ho ricevuto via whatsapp la foto di un quilt perfetto. È stato confezionato per un’amica con tanti tagli di tessuto, quasi tutti con righe, tutti quiltati in modo diverso. Mi spiace davvero tanto non averlo visto coi miei occhi ma, come dicevo qualche giorno fa, alle mie giornate manca una manciata di ore per poter fare tutto, così non sono riuscita ad incontrare questa quilter speciale capace di tanto per un’amica. Allora provo a raccontarvi di questo quilt visto in due foto, fronte e retro.

Righe. Tante e diverse. All’amica a cui è destinato piacciono le righe, ed ecco accostati colori che… per la Peppina, stanno bene insieme! Questa la magia del patchwork, osare ha portato un risultato tanto inaspettato quanto sorprendente, in una parola perfetto.

Ogni pezzo, quadrato o rettangolo che sia, è stato quiltato come per fare un abbecedario del free motion, piccoli motivi ripetuti, quadri con foglie e fiori, onde e spirali, nastri, cerchi e labirinti, peccato non poter allargare di più la foto. Ogni volta che lo guardo c’è qualcosa di nuovo, come una bella storia che non finisce mai. Che dire… perfetto.

È un quilt che sarà parte integrante dell’arredo della casa a cui è destinato. C’è tutto l’entusiasmo, l’amore, la voglia di mettersi alla prova, la curiosità di scoprire qualcosa di nuovo di chi l’ha creato. C’è la generosità di donare tutto questo ad un’altra persona, la capacità di donarsi ad altri, con leggerezza, con un sorriso (mai vista seria questa quilter!). Mi devo ripetere: perfetto.

È un quilt che ha una sua impronta e, per quanto fatto a macchina, è la cosa più artigianale che si possa immaginare, è decisamente fatto a mano, orgogliosamente fatto a mano. Le mani hanno guidato la stoffa sotto l’ago veloce della macchina da cucire con destrezza, a tratti con incertezza, magari anche con un pizzico di incoscienza. Per divertirsi, per impratichirsi, per dire in modo diverso l’amore, per dirsi che il batticuore è per la nuova strada che si intraprende, per scacciare  la paura. Così umano, così perfetto.

Perfetto come è ogni cosa portata a termine. Done is better than perfect, l’avevo già scritto mesi fa in Sweetness of life. La definizione di perfetto del vocabolario Treccani:

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In latino perfectum significa compiuto, quand’è che ci siamo persi il significato originale del termine?

Tutto ciò per dirti amica mia che questo quilt merita un nome che renda onore alla vita quando si compie, come in questo caso. E se Perfetto! ti sembra troppo, ti svelo che i miei primi quilt avevano tutti un nome che raccontava qualcosa della persona a cui erano dedicati e un cognome che li accomunava che era PERFECTLY IMPERFECT. Adesso il cognome non lo scrivo più nell’etichetta… si intuisce così bene dal quilt, che è superfluo!

Cambiamenti

Dovrei fare un elogio del cambiamento. Dirvi che è fonte di vita, indispensabile per l’evoluzione del pensiero e della specie.

Percorrere la stessa strada porta allo stesso posto, nessuna scoperta quindi, nessuna nuova emozione, nessun rischio. Cambiare è mettere da parte la paura e guardare avanti con fiducia, è credere in qualcosa, in se stessi. È accettare di vedere cosa c’è oltre, è mettere da parte preconcetti e vecchie abitudini.

Cambiare è elettrizzante.

La corrente elettrica ha però anche qualche effetto collaterale, qualcosina di sgradevole e, passato il primo momento di carica, di entusiasmo, può portare anche a profonda prostrazione.

Come tutte le primavere ho il mio risveglio. La bella stagione e il caldo mi permettono di intensificare l’attività fisica, rinnovo le piante, acquisto libri, magari anche in un’altra lingua, non volevo migliorare il mio inglese? Faccio progetti per l’estate che in realtà sono i progetti non realizzati dell’estate scorsa (non avevo abbastanza tempo) a cui si aggiungono nuovi deliri maturati nel corso del buio e freddo inverno. Il finale è scontato: questa estate non sarà più clemente di quella passata, lavorerò più ore (bisogna garantire la copertura delle colleghe in ferie) e avrò meno tempo libero… ma questa primavera ha portato qualcosa in più.

Non so dirvi esattamente cosa ha fatto scattare la molla, tante cose insieme hanno dato la spinta giusta e hanno portato me e la mia famiglia a fare il grande passo, quello che non abbiamo osato per anni: cambieremo casa.

Ora è più probabile che l’elogio al cambiamento lo farò quando entrerò nella nuova casa, se sarò ancora viva. Per ora posso solo dirvi che:

– le imprese edili hanno ritmi pazzeschi

– gli architetti sono strani

– non ci sono più le piastrelle di una volta

– incredibile quante cose sono cambiate da quando abbiamo comperato casa vent’anni fa

– per quanto prendiate una casa grande non ci starà mai tutto

– perché non ci sta tutto?

– fate un budget, aumentatelo giusto per sentirvi al sicuro. Il preventivo sarà sempre più alto, il conto finale ancora di più

– non basterà più la melatonina, la notte porterà pensieri e vi girerete come uno spiedino nel letto. Stanche di tanto inutile movimento andrete sul divano a leggere un po’, in cucina a sbocconcellare qualcosa, a parlare col cane che dorme. La mattina la bilancia sarà implacabile (possibile solo per un biscotto e un bicchiere di latte?), farete tardi per leggere ancora una pagina e sarà il cane a portare fuori voi che non capirete più niente. Prima di arrivare al lavoro sarete al vostro terzo caffè

– non ci sarà più tempo per niente, fornitori, capitolato, elettricista, idraulico, architetti strani, immobiliare (dovete nel frattempo vendere la casa in cui abitate), etc. occuperanno tutte le vostre giornate. Pulizie che neanche a Natale, giusto per rendere appetibile un appartamento in cui i pavimenti hanno consistenza soffice visto che il vostro cane ha iniziato con diabolica puntualità una mostruosa muta, senza contare figli adolescenti che lasciano tutto dove capita e marito di buona volontà ma di scarsa esperienza casalinga (possibile significativo aumento del carico di lavoro)

– ovviamente non vorrete togliere nulla alla vostra routine, così, quasi per dispetto, vi sembrerà di non combinare niente. Occasioni sociali diradate, macchina da cucire chiusa al buio di un armadio, amiche che vi tirano le orecchie perché il blog è fermo da cent’anni… Se riuscite a leggere, non riuscite a correre, se cucinate non riuscite a stirare, se portate fuori il cane accumulate centinaia di mail non lette e potrei continuare all’infinito, ma ho letto (nelle notti insonni) che uno dei pilastri per essere felici è proprio smettere di lamentarsi, per cui chiuderò qui un elenco che potrebbe occupare lo spazio di tre articoli del blog

– la paura. Dovete gestire e controllare una paura quasi prepotente. Di non farcela, di sbagliare. Così, anche se la giornata resta implacabilmente di sole 24 ore, provate ad inserire nella vostra routine quotidiana la meditazione, è ovvio che scalzerà qualcosa dalla lista delle cose da fare, ma i benefici sono davvero tangibili! Sarà la vostra arma, si ha paura di qualcosa che potrebbe accadere, la paura riguarda qualcosa che non abita nella realtà. La meditazione permette di riappropriarsi della realtà nei suoi aspetti più positivi e di viverla al presente

– la meditazione. Una scoperta, una cosa nuova, qualcosa capace di abbassare il mio battito cardiaco e di offrirmi una giornata migliore. Qualcosa di nuovo e, solo per questo, di apparentemente difficile perché allontana dalla propria comfort zone. Deve scalzare abitudini consolidate, pensieri che scorrono nello stesso modo da anni, è un cambiamento…

Tutto questo per dirvi che per vivere la mia vita di farfalla, sto attraversando da bruco un periodo di grandi e profonde mutazioni, entusiasmanti ma avide di energia. Energia che a volte mi manca, mandandomi in tilt.

Ma ci sono, o per lo meno qualcosa di me c’è ancora e naviga su internet acquistando tessuti con fantasie che neanche un architetto strano avrebbe pensato…

Tessuto progetto casa