Trasloco, cambio casa e…?

Traslocato. E da allora sono senza wi-fi. Come dire: sono in una bolla temporale anomala, sono fuori dal mondo. I miei figli hanno resistito qualche settimana poi hanno cambiato gestore telefonico, era imperativo avere più Giga da condividere col pc per navigare fino allo sfinimento, per non perdersi neanche una foto/storia di Instagram, per guardare un film o finire l’ennesima serie su Netflix. Io ho ancora qualche cartone da aprire, sono ancora in modalità “sopravvivenza”. Potrebbe essere questa la principale giustificazione di tanto silenzio, alcune di voi mi hanno dolcemente rimproverato per non aver pubblicato più niente.

E ne avevo di cose da dire…

Viva Vittoria e La Doppia Elica hanno creato un’incredibile quantità di energia che non vuole fermarsi, ed è giusto così, non deve arrestarsi. Al di là della ragguardevole cifra raccolta (35 mila euro), hanno messo in contatto e comunicazione individui con tanta voglia di fare, di cambiare. Senza limiti di età, dalle elementari a pimpanti signore di 94 anni, sono tante le persone che finito l’evento a Parma avevano voglia di fare ancora, di stare in compagnia in modo creativo, costruttivo. Viva Vittoria ha un’anima, e come tale entra nel cuore di chi la incontra. Fondamentale è cambiare il modo di vedere, di percepire la realtà dell’essere donna, è comunicare che esiste altro, rendere possibile una scelta, un’identità consapevole. In quell’incredibile giornata, iniziata nel buio che precede l’alba, ho riso e pianto di commozione. Le volontarie della Doppia Elica con la loro inesauribile forza, hanno abbattuto ogni ostacolo con disinvoltura. La vita ha insegnato loro che dalle avversità si può risorgere, più forti di prima. La gente accorsa numerosa è stata curiosa e generosa di storie, di gioia e di dolore da condividere con semplicità, con onestà.

Il trasloco. È una cosa molto più intima di quello che credessi. Si trova la vita passata che si impacchetta intanto che si mette in stand by quella presente, nella speranza che quella futura sia migliore. Una cosa quanto mai irrazionale a vederla così.

Così si elimina il più possibile della vita passata, in modo da non avere zavorra in quella futura, ma in tutto questo non rimane comunque tempo per quella presente. Ancora non va.

Allora, si cerca di vivere alla giornata, non pensando troppo al futuro e guardando al passato con un certo distacco.

Tutto questo per dire che un giorno potevo metterci anche 10 minuti per decidere se tenere un libro oppure no e il giorno dopo in 5 minuti buttavo 10 anni di ricordi conservati in un cassetto. Il giorno dopo ancora non sapevo che fare, come se il mio futuro potesse dipendere dal libro che avevo tenuto e dalla lettera che avevo scartato. Meno male che il tempo passa e viene il momento in cui negli scatoloni viene messo tutto quello che passa sotto le mani, senza se e senza ma, l’importante è non avere più niente sotto gli occhi e lasciare il vecchio per il nuovo. Non valgono più le domande che vi hanno tormentato fin qui e che vi hanno tolto il sonno, non si torna più indietro, è ora di cambiare. C’è tanta voglia di cambiare e allo stesso tempo tanta paura. Tanto impegno per cambiare e tante cose che non cambiano.

È come se fosse un’interminabile veglione di capodanno, i buoni propositi e il nuovo che verrà ci renderanno diversi, migliori. Forse. Perché è quello che speriamo tutti gli anni, ma l’anno dopo capita che ci troviamo gli stessi dell’anno prima, con un anno in più.

La nuova casa mi aiuterà a cambiare? Quanto influisce l’ambiente nella vita di una persona? Cambiare è per me sinonimo di vita, un’evoluzione indispensabile per poter abbracciare l’orizzonte con lo sguardo.

E dove sono ora vedo finalmente il cielo. Davvero. Ed è incredibilmente bello.