Farò del mio meglio

Quando apro il blog mi compare una scritta: “Inizia a scrivere…”. Il mio blog lo sa, ho mille cose da dire e non so da dove partire. E come sempre la via migliore per fare una cosa è iniziare a farla, se si aspetta di essere pronti, il rischio di restare immobili per un tempo interminabile o per sempre è grandissimo.

Di Coronavirus non parlerei se non per dirvi di seguire le indicazioni istituzionali di comportamento, in questo caso ognuno di noi può fare davvero la differenza. Attenzione alle bufale che girano su Whatsapp, Facebook, etc. ci sono persone che si divertono in modo insensato o speculano sulla buona fede degli altri. Ricevo richieste assurde in farmacia, se non riuscite a chiamare il vostro medico, contattate il vostro farmacista che saprà darvi indicazioni sul da farsi.

Eccone alcune:

Non possiamo scegliere quello che ci capita, i casi della vita sono assolutamente ciechi e democratici, non fanno distinzione di classe sociale, patologie pregresse, in corso o di età. Capitano a chi capitano senza una giustizia predefinita. Così è, non accettarlo non muterà il corso delle cose, ma ci priverà di energia indispensabile per affrontare la giornata. Non possiamo scegliere quello che capita, ma POSSIAMO SCEGLIERE COME PRENDERLO. Avete idea del potere immenso di questa cosa?

Uno psichiatra,Viktor Frankl, scampò alla morte dopo essere stato prigioniero in quattro campi di concentramento nazisti. Fu più volte sul punto di morire, morirono tutte le persone a lui più care. Conobbe la disperazione ma anche la libertà più grande, nudo in cella senza avere la certezza del domani, senza possedere più nulla, capì che l’unica certezza non era quella dell’avere ma dell’essere. L’uomo “decide sempre ciò che è”. Gli si poteva togliere tutto, ma non il suo pensiero.

“Tutto può essere tolto ad un uomo a eccezione di una cosa, l’ultima delle libertà umane: poter scegliere il proprio atteggiamento in ogni determinata situazione , anche per pochi secondi”.

Diamoci un pizzicotto ogni volta che ci lamentiamo. Lamentarsi non serve a niente, non cambia niente. Il pizzicotto servirà a “svegliarci”, a ricordare che dobbiamo agire per cambiare quello che non ci piace. Sarà utile sforzarci di pensare fuori dagli schemi, se voglio fare una passeggiata e non posso, non inizierò a fare la conta di tutte le cose che non posso fare, inizierò ad escogitare qualcosa con quello che ho a disposizione. Voglio fare del moto? Un po’ di pulizie in casa, seguo una lezione di yoga on line (ce ne sono alcune gratuite molto ben fatte su you tube), ginnastica sul terrazzo se l’avete o aprite la finestra che ora le giornate sono belle e senza inquinamento. Si può anche impastare, cucire, ma anche leggere, si mette in moto la testa e la fantasia, importantissime.

Ricordatevi anche che non siete al governo e che non ci sono elezioni imminenti, non è utile dire “bisognava fare/non bisognava fare”. Cercate di allargare lo sguardo oltre il vostro orto. L’acqua con cui innaffiate il vostro arriverà anche al vicino, fate in modo che sia pulita, non inquinatela con pensieri inutili.

Sfogarsi è un bene! C’è differenza tra sfogarsi e lamentarsi. Il lamento tende a pervadere la quotidianità, lo sfogo è aprire una diga per far uscire l’acqua in eccesso, prima che faccia danni. Fate uscire e date voce ai vostri pensieri, già così si ridimensioneranno. Non solo, vi sorprenderà scoprire che non siano solo vostri, siete “normali”! E già questo basta a stare meglio. Sfogarsi è lasciar uscire quello che non ci serve a risolvere una situazione per lasciare spazio all’aria. Respirate lentamente e a pieni polmoni, trattenete un po’ il respiro prima di buttarlo fuori a bocca aperta, rumorosamente. Immaginate l’aria che entra dal naso passa nel vostro cervello, spazza via tutto, arriva nei polmoni dove cede ossigeno vitale e si prende le scorie, trattenete tutto per qualche secondo in modo da non scordare niente e poi fuori tutto! Devo sentire da qui il rumore di quello che esce e mi sembra già di vedervi vuoti come un nuovo appartamento in cui si è appena traslocato, la testa libera e leggera, i polmoni elastici e felici di portare vita.

Respirate, ricordatevi di respirare, fermatevi a respirare. Siate consapevoli del vostro respiro, anche di uno solo. Domani ne aggiungerete un altro e un altro ancora, e la pace non sarà più un lontano ricordo.

Che ci crediate o no, siamo tutti collegati a tutto. Che sia stato il Big Bang, il Creatore, il brodo primordiale, o quello che ancora non sappiamo, abbiamo tutti la stessa origine, siamo fatti tutti degli stessi atomi. Gli elettroni negli atomi non stanno fermi, anzi si muovono talmente velocemente che è quasi impossibile vederli. C’è energia vitale in ogni essere, una vibrazione che è comune a tutti. Alimentiamola in positivo. L’oceano è fatto di singole gocce, apparentemente innocue ma con un potere immenso. Ricordatevi sempre di questo potere e fatene buon uso.

Ultimo, ma non meno importante, se avete un animale ispiratevi ad esso. Sembrano impermeabili a tutte le angosce che attanagliano noi esseri umani. Sono convinta che sentano tutto, ma che abbiano conservato una sorta di saggezza primitiva del tipo “si fa con quello che c’è, momento per momento”. Sono davvero tanto grata al mio cagnone, non so se vi ho mai detto il suo nome. Si chiamava Rima, un nome che le aveva dato il suo padrone. L’ho adottata che aveva dieci anni, non è mai stata vecchia, nemmeno nei suoi ultimi giorni. Aveva uno spirito vitale invidiabile e faceva con quello che c’era. Se camminava lenta non era perché era vecchia, ma perché le veniva bene così. L’ho accompagnata ad una nuova vita pochi giorni fa, avrebbe compiuto 17 anni il primo di Aprile. Non sto a raccontare le lacrime, non servono e sono un discorso tra me e lei, ma voglio dirvi l’immensa gratitudine che ho e avrò sempre per lei. È tale e tanta che ha sovrastato e sovrasta il dolore per la sua perdita. In realtà non l’ho più attaccata ai piedi, ma ce l’ho ben salda nel cuore e mi dà una forza e una pace che mai avrei pensato. Grazie amica preziosa e insostituibile, sono debitrice col resto del mondo, farò del mio meglio 😘

Viva Vittoria è Vita!

Eh sì, e con la V maiuscola. Volete sapere com’è andata a finire l’opera relazionale condivisa realizzata a Parma lo scorso Novembre? Centinaia di quadrotti a maglia e uncinetto hanno ricoperto la piazza storica della città, ore di lavoro instancabile di tante, tantissime persone per raggiungere un traguardo che fosse condivisibile con tutti. La manifestazione ha avuto un tale successo che già nel pomeriggio della prima giornata non restava nulla, ma proprio più nulla da vendere.

E’ ancora sorprendente per me come sia potuto succedere. Tutto nasce da un’idea di Ida Chiapponi, una delle due nuove referenti di Quilt Italia per l’Emilia Romagna. Ida aveva già ammirato un’installazione di Viva Vittoria, collegarla alla nuova associazione de La Doppia Elica che aveva bisogno di aiuto le era venuto naturale. Le ragazze di Viva Vittoria hanno condiviso con lei la loro preziosa esperienza, la generosa ospitalità di un’iscritta a La Doppia Elica ha permesso di creare un punto d’incontro centrale alla città. E poi? Come trovare la lana? Come far conoscere il progetto? Come coordinarlo?

Le cose più belle nella vita non sono progettate nei minimi particolari. Sono sì desiderate, cercate, studiate e rincorse, ma mai previste in ogni aspetto. La creazione non è un processo a senso unico, bisogna restare aperti a stimoli, confronti e… imprevisti!

La lana. Io mi sarei scervellata ad Ida è bastato prendere le pagine gialle e cercare maglifici in zona. Ha composto numeri e non si è persa d’animo quando dall’altro capo del telefono la volevano congedare travisando lo scopo della chiamata. Ha spiegato con tutta la franchezza e l’entusiasmo di cui è capace, il nobile scopo della richiesta. Così da un “NO, GRAZIE” si passa a “Lei ha un camioncino?” e Ida di getto risponde che sì certo che ce l’ha e neanche lei in quel momento sa che non è vero, ma è questione di un attimo. Il tempo di chiudere la comunicazione e dire “E adesso come faccio?” che è già in pista per un nuovo capitolo. Nuovo problema, nuova soluzione, come in un domino pieno di fiducia fatto al contrario, le tessere si spingono per restare in piedi, non per cadere.

E sarà così per tutto. L’entusiasmo, la voglia di fare e di riuscire, faranno superare qualsiasi ostacolo. Pensare che in un modo o nell’altro si farà, credere nell’aiuto e nella collaborazione di tante persone sarà l’arma più potente di Ida, non ci sarà più nessuna paura invincibile.

Ci sono stati capitoli rocamboleschi in questa vicenda, come il viaggio delle etichette da Brescia a Parma. Ad ogni coperta è stata cucita un’etichetta che Viva Vittoria ha appositamente stampato per l’occasione.

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Gli ultimi giorni di lavoro febbrile hanno impedito di comunicare per tempo alle ragazze di Viva Vittoria il numero delle etichette necessarie, ma neanche Viva Vittoria si è mai persa d’animo e il giorno prima della manifestazione era previsto l’arrivo a Parma di una delle sue componenti con le preziose targhette. Avete presente quei film in cui dopo scene e scene di tensione si sta per arrivare a quella finale conclusiva? Ecco ancora una volta la realtà ha superato l’immaginazione. Un imprevisto poco “governabile” ha impedito al vettore di Viva Vittoria di partire per Parma, ma le etichette dovevano arrivare! Mancano poche ore all’inizio dell’evento ed ecco che la nostra eroina arriva trafelata alla stazione di Brescia (la città base di Viva Vittoria), cerca sul tabellone un treno in partenza per Parma, corre al binario indicato e dopo vari tentativi, che meriterebbero un racconto (comico) a parte, affida finalmente il prezioso pacchetto nelle sconosciute mani di un uomo in partenza per la nostra città, non prima di avergli spiegato il nobile scopo e avergli fatto vedere un selfie di chi avrebbe trovato ad attenderlo in stazione a Parma Leggi tutto “Viva Vittoria è Vita!”