Diritto alla privacy e… tirate fuori la lana!

Breve riassunto: un’amica manda su Whatsapp la foto di un quilt che ha magistralmente confezionato per un’amica. Il quilt è bellissimo, la quilter voleva che lo fosse ancor di più e indica per il suo manufatto un nome decisamente penalizzante. Non posso accettarlo. Breve risposta Whatsapp e, visto che mi ero ripromessa di andare a letto prima per sfruttare al meglio le giornate, un secondo prima di spegnere la luce prendo il tablet e inizio a scrivere. È stato il mio tormento per tanto tempo l’idea di non riuscire a fare niente alla perfezione, non riesco a resistere, ora che ho trovato la via d’uscita mi sembra di doverla indicare a tutti. Spegnerò la luce e il tablet all’una, ma sono felice. Ho detto quello che dovevo dire Perfetto! e ho dimostrato a me stessa ancora una volta che non sono perfetta (sigh!).

Sono stata attenta però a rispettare le basilari regole della privacy, niente nomi, niente foto senza liberatoria. Poi partono i commenti. Ma li leggete? Valgono da soli l’intero blog. Non sono ancora riuscita (confesso però di essermi applicata poco) a renderli visibili senza che ci dobbiate cliccare in cima, sono a sinistra in alto:

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La terribile Patti svela l’autrice del quilt ( Francesca! ), l’amica dice di chiamarsi Enrica e mi manda la foto del quilt già al suo posto sul muro della camera da letto. Non sono quindi perseguibile ai termini di legge, il quilt le appartiene e la foto l’ha inviata perché la pubblicassi entro sera. Mantengo quindi la parola:

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…con buona pace di Francesca.

Dovete tirare fuori la lana che avete in casa, ferri e/o uncinetto indifferente. C’è bisogno di tutte noi. Bene se siete un po’ esperte, benissimo se no lo siete, sarà una grandissima occasione per imparare e partecipare ad un evento straordinario. Un’altra quilter, un’anima indomita, instancabile e inaffondabile, una che sono certa all’occorrenza potrebbe domare un leone, si è detta un giorno una cosa del tipo “ ma intanto che penso, non varrà la pena di pensare in grande?”. E così ha fatto, dando origine a un progetto emozionante e davvero sensazionale. Succede quando si mette all’angolo la paura anche per un secondo, il tempo di credere che un sogno si possa avverare, si aprono porte che mai si era immaginato… ma adesso devo andare a fare la cena, ve lo racconto la prossima volta 😘

Grazie a tutte, siete incredibili!

 

 

2 pensieri riguardo “Diritto alla privacy e… tirate fuori la lana!”

  1. In effetti niente è paralizzante come la paura e , nello stesso tempo,niente è inebriante come un sogno ,ma non sempre ci sono i giusti ingredienti per poterlo realizzare.Ammiro chi combatte per vedere realizzati progetti che cova magari da una vita e che all’improvviso cominciano a diventare realtà.
    Bisognerebbe avere sempre l’entusiasmo di un bambino e anche quel pizzico di incoscienza che caratterizza la giovane età.Bravissime tutte le quilter in questione 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻Lucy

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