Not so Original

Il plagio è una cosa con la quale ci siamo prima o poi confrontati tutti. Entro quali termini si può parlare di plagio? Quale giudice riesce a definirlo tenendo conto di tutte le variabili? Perché se è vero che anche a me un po’ di fastidio lo dà vedere la farina del mio sacco in un sacco altrui, è anche vero che se mi chiedessero a bruciapelo cosa ho inventato terrei il respiro in sospeso.

Niente, penso di non avere inventato niente. Ho studiato, guardato, osservato, divorato con gli occhi, captato le virgole, ascoltato, provato e riprovato. Spesso facendo errori ho trovato la via maestra, ho cercato e sollecitato un confronto e critiche al mio operato, alla fine il giudice più severo sono sempre stata io.

Non sto parlando solo del patchwork, in qualsiasi ambito si vive e ci si confronta, ci sono commistioni difficili da gestire. Ho messo insieme diverse cose che mi hanno ispirato e ne è uscito qualcosa di bello che come un figlio conserva tratti dei genitori. È plagio?

Mi ha molto colpito come quasi per caso (ma siamo sicuri che esista il caso?) mi sono imbattuta in un post del blog “Patchwork Pottery

https://patchworkpottery.blogspot.it/2017/06/not-so-original.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed:+blogspot/CNztL+(PatchworkPottery)

Laurraine Yuyama l’ho scoperta salvando le sue creazioni su Pinterest, se vi piace il the non potete non trovarle irresistibili (le troverete belle anche se non andate d’accordo con il the). Di solito vado di fretta sui social, non ho tanto tempo, non voglio perderne troppo, non ne voglio fare un’abitudine quotidiana. Ma cosa vuoi, clicca qui, clicca qua, Laurraine mi piace, andiamo a vedere cosa fa, sono nel suo blog e ci ho già messo la mia mail, così vedrò subito cosa posta.

Perderò poco tempo su Pinterest e Instagram (una scoperta, mi piace!), ma accumulo un quantitativo di mail da paura. Ne arrivano tante relative al mio lavoro, qualcuna da siti dove faccio acquisti, YouTube mi avvisa di nuovi tutorial, un blog di ricette, diversi di patchwork… sono centinaia 😱! Capita spesso che per non vedere quell’incredibile numero a tre cifre legga quelle urgenti e metta nel cestino quelle non indispensabili.

Non è successo con “Not so Original“(non proprio originale), qualcosa nel titolo del post di Laurraine ha bloccato il mio inflessibile indice che di solito non ha pietà nel cestinare. La sera prima ero rimbalzata da sito a sito partendo da una semplice intervista ad un medico in una rubrica di libri, alla fine della conversazione il presentatore aggiornava i primi posti in classifica dove compariva un libro di un ragazzo di 16 anni. Pensando ai miei 16 anni, ma in fondo a quelli di tutti, sono diversi i libri che avrei potuto riempire, cosa ha da dire un ragazzo di 16 anni oggi? Parla di bullismo e dando un’occhiata veloce ai commenti a un suo video, di cyberbullismo.

Nascosti nel web, ragazzi e ragazze scrivono l’indicibile, riversando su altri un disagio che è tutto loro. Mi sono sentita io stessa a disagio e… antica. Vabbè essere sinceri, ma la forma ha comunque la sua importanza. Nell’insulto fine a se stesso vedo solo il patetico tentativo di emergere di chi è più debole.

Il mio turbamento deve aver colto lo sconforto nel titolo di questo post, la creatrice di Patchwork Pottery aveva pianto tutte le sue lacrime nel mezzo della notte perché l’incubo di ogni designer si era avverato, era stata accusata di aver copiato il disegno di un gatto nelle sue presine e sommersa da un’ondata di commenti negativi su Facebook e nel suo blog. “Sono una persona davvero onesta, non ruberei mai…non ho mai copiato nessuno, tutti i miei disegni sono frutto della mia immaginazione” dichiara, ma intanto la rete con una velocità impensabile l’ha già crocifissa.

Ora vorrei proprio vedere come potreste disegnare il muso di un gatto da riprodurre con la stoffa. Necessariamente stilizzato, le orecchie a triangolo, pure il naso ma più piccolino, due puntini per gli occhi, baffi e bocca all’insù o all’ingiù (unica variabile).

Questa l’immagine che confronta il libro da cui Laurraine è accusata di aver copiato il micio della presina:

E’ sicuramente buona cosa riconoscere le fonti, ma sinceramente non so come si possa disegnare diversamente questo gatto nero. E per dirla tutta fra qualche anno potrei anche fare un Mug Rug per una amica o una delle mie sorelle gattare, piazzarci un bel micio nero e compiacermi del risultato, ma voi vi ricordate l’origine di tutto quello che vedete o quello che vi piace la vostra anima lo prende e lo porta con se come un tesoro da conservare, lo elabora in qualche modo e poi ve lo presenta come un’illuminazione?

Penso piuttosto che questo gatto sia una di quelle coincidenze che ti fanno dire ‘non ci credo!’ quando sai benissimo che non c’è cosa più vera.

Cosi alla fine ero a disagio anche per questa storia, perché la salvezza del mondo può anche passare da una presina se ci rende una persona migliore, ma non certo dagli insulti di chi impiega in questo inutile modo il suo tempo. E ho pensato anche a tutte le volte che ho visto tenere un inutile riserbo per progetti niente affatto originali o presentati come idee straordinarie già ‘viste’ sul web. È la condivisione del sapere che ci ha reso così grandi e poco importa chi ci è arrivato per primo, si marcia verso il futuro ognuno di noi unico nei suoi pensieri, nelle sue interpretazioni, nelle sue realizzazioni.

Non si può tenere segreto il sapere, penso sia uno dei peccati più grandi, come condividerlo è uno dei doni più grandi si possa fare. Perché anche se non vi riconoscono la fonte, anche se la collega spaccia al capo una vostra idea come se fosse sua, anche se la compagna di corso vi copia tutto e di più e l’amica acquista il vostro stesso vestito, anche se non vi riconoscono la gloria  e gli onori per essere arrivate prime, sarete comunque più avanti. Un pezzo di voi sarà in tutte queste cose, persone e situazioni, sarete ancora più grandi. Vi propagherete che neanche la mitosi o la meiosi (mah, la differenza chi se la ricorda più)… è così che nasce l’immortalità di un essere mortale.

 

3 pensieri riguardo “Not so Original”

  1. Perdinci Simo…. strabello! Tante riflessioni che applicherò anche alla mia quotidianità …. Questo tuo articolo è quilt di pensieri….❤

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